domenica 31 agosto 2008

Il salame stellato

Tipica conversazione da spiaggia.

Barista:Prego.
Io:I panini li avete anche col prosciutto crudo?
Barista:Sì.
Io:Allora un panino col crudo e uno con il viustel, per favore.
Barista:(bip bip) Sei euro e cinquanta.
Io:Ecco.
Barista:Grazie.
Io:Prego.
Barista:(mettendo il panino con il crudo sulla piastra) Quello col viustel te lo vado a preparare.
Io:Occhei.

Il barista esce, prepara un panino col viustel, rientra e lo mette sulla piastra.

Barista:Il crudo, per chi era?
Io:Per me! (me lo dà)

Due minuti dopo.

Barista:Viustel!
Io:Eccolo!
Barista:Vuoi un sacchetto?
Io:Ce l'ho, grazie.

È stato a questo punto che ho avuto la mia epiphany. Dico "epiphany" perché se dico "epifania" evoco immagini di scope volanti e calze piene di dolćetti, mentre in realtà intendo fare riferimento a quel glorioso istante di illuminazione durante il quale, improvvisamente, ad un comune mortale viene concesso di intuire l'ordine e l'armonia delle parti dell'Universo e di godere della perfezione del meccanismo cosmico. È possibile raggiungere tale stato attraverso uno o più dei quattro metodi qui elencati:

  1. Attraverso la ripetizione ossessiva di un mantra e/o la meditazione su questioni come "qual è il rumore del battito di una sola mano?", "se un albero cade nella foresta e non c'è nessuno nei paraggi, fa rumore lo stesso?", o "dove cazzo ho messo le chiavi?";
  2. Attraverso lo studio del principio di minima azione;
  3. Attraverso la sospensione della propria coscienza tra gli stati di sonno e veglia (questo metodo ha una frequenza di riuscita estremamente elevata, ma tende ad attribuire ai tergicristalli un'importanza eccessiva nel significato dell'Universo);
  4. Attraverso la consumazione di sostanze illecite.

A volte, tuttavia, sembra che questo stato fortunato si produca spontaneamente, o forse viene segretamente preparato e indotto da stimoli apparentemente innocui (nel mio caso, la ripetizione ossessiva della parola "viustel" è chiaramente sospetta). Se io fossi Immanuel Kant, i miei momenti di illuminazione sarebbero probabilmente molto frequenti ed avrebbero luogo quando sono seduto nel mio studio, accinto alla composizione della "Critica della ragion pura", oppure al massimo mentre sono per strada, a passeggio, in carrozza, davanti a un caminetto a fumare la pipa o mentre ammiro un panorama dall'alto di una montagna.

Non credo sia necessario ricordare al lettore che io non sono Immanuel Kant. Questa è la ragione principale per la quale il mio momento di illuminazione mi ha colto in mutandoni, senza occhiali, con le chiappe bagnate e davanti a un bancone di panini al viustel, Eppure, da allora, sono ossessionato da un dubbio: sarà mai capitato anche a Kant di avere un'illuminazione al momento sbagliato?

Kant:Buongiorno, herr Schröder!
Macellaio:Oooh, don Immanuel, buongiorno! Come va con la sciatica?
Kant:Un po' meglio, grazie. Vostra figlia, tutto bene?
Macellaio:Sì, sì, grazie alla Madonna si è sistemato tutto.
Kant:Meno male, meno male, herr Schröder.
Macellaio:Eh, sì, meno male. Che vi servo oggi, don Immanuel?
Kant:Dunque mi fate quattrocento grammi di macinato di manzo, bello magro però, eh, mi raccomando...
Macellaio: Sì, sì, non vi preoccupate... (armeggia) ecco qua...
Kant:Poi mi date tre-quattro di quelle salsiccie che mi piacciono tanto...
Macellaio:...sì...
Kant:...poi questo salame appeso...
Macellaio:Quale?
Kant:Questo qua, sopra di me...
Macellaio:Altro?
Kant:...e la legge morale dentro di me.