mercoledì 19 luglio 2006

Filastrocche e canzuncelle

La bella lavanderina
che lava i fazzoletti
neri poveretti
della città...

Vi ricordate di questa canzone per bambini? Io avevo il quarantacinque giri e lo ascoltavo nel mio fantastico mangiadischi arancione (il quale meriterebbe un post a sé stante). Quello su cui riflettevo è: i fazzoletti neri?!? Ma questa gente, cosa scatarra? E perché non se lo lavano loro, il fazzoletto? O quale ingiustizia nei confronti della povera lavanderina... lavanderina immigrata, probabilmente, perché gli italiani, si sa, i lavori sporchi non li vogliono fare più.

mercoledì 12 luglio 2006

Potere occulto

È appurato: porto peste. Due prove di ciò:

  1. boicotto il mondiale e l'Italia vince;
  2. qualche tempo fa, proprio su questo blog, nomino Syd Barrett, ed ecco che l'altro ieri lui ci muore (a proposito, voglio vedervi tutti col lutto al braccio).
Tenetemi amico, eh.

lunedì 10 luglio 2006

Parole spartiacque

Sì, lo so, un altro post sulle lingue straniere :-)

Vi ricordate delle parole spartiacque? Qualche tempo fa era mio costume assillare molti dei miei interlocutori con la seguente (secondo me) arguta definizione: una parola spartiacque è una parola profondamente inutile, completamente sostituibile da un giro di parole e dunque, proprio in quanto tale, indicatrice di una profonda conoscenza della lingua straniera di turno. Tante più parole spartiacque si ricordano, tanto più viscerale è la conoscenza della lingua.

Esempio: una tipica parola spartiacque è battiscopa. Chi ha bisogno della parola battiscopa? Nessuno in verità. Eppure esiste, e probabilmente farà anche la sua porca figura in numerosi dizionari bilingue. Ora la domanda è: come si dirà battiscopa in inglese? O in francese? O in qualunque altra lingua voi parliate? Lo sapete? Se sì, bravi; se no, ricordate che non vale andare a cercarla sul dizionario! Le parole spartiacque, affinché misurino opportunamente la vostra abilità linguistica, devono essere apprese on the road. Misurate dunque la vostra dimestichezza con la lingua che preferite tramite il semplice test qui sotto. Votate per scoprire qual è la parola spartiacque più conosciuta e quale quella meno nota. E infine, lasciate un bel commento al post per raccontare al mondo quanto siete bravi :-)

Buon voto.

Quali di queste parole spartiacque conosci?
Battiscopa
Forfora
Patta
Cavalletto (della bicicletta)
Parabrezza
Azoto
Cardine
Presina
Bestiame
@ (chiocciola)
  
Powered by Pollhost.com

giovedì 29 giugno 2006

Il radicale di ieri

A cosa serve imparare le lingue, quando la Rete ti offre traduttori automatici del calibro di Babelfish o di Google Translate? Non solo questi strumenti sono in grado di sostituire completamente il noioso e antiquato lavoro, tradizionale roccaforte di occhialuti consultatori di dizionari, ma svelano anche significati e simbologie nascoste ai più, anche in testi ben noti.

Prendiamo per esempio quel classico della musica leggera che è Yesterday (Lennon-McCartney). Ecco qui di seguito le parole della canzone, la traduzione di Google e l'analisi del significato profondo celato dietro le nostalgiche parole della ballata e messo in luce da Google.

Yesterday, all my troubles seemed so far away. Now it looks as though they're here to stay.Ieri, tutte le mie difficoltà hanno sembrato così faraway. Ora osserva come se siano qui rimanere.

Notare il tono confidenziale adottato da McCartney, che si rivolge direttamente all'ascoltatore e gli raccomanda di guardarsi bene intorno facendo finta che le difficoltà siano qui rimanere, benché soltanto ieri esse avessero sembrato così faraway (citazione di Troisi in Non ci resta che piangere).

Oh, I believe in yesterday.L'OH, credo ieri dentro.

Ecco cosa preoccupa McCartney: il radicale ossidrile che apparentemente aveva ingerito il giorno prima.

Suddenly, I'm not half the man I used to be, there's a shadow hanging over me.Improvvisamente, non sono metà dell'uomo che ho usato essere, ci è un'ombra che appende sopra me.

Il radicale OH lo divora dall'interno, gli procura una diarrea fulminante che lo lascia deperito e debole. Inquietante l'immagine dell'ombra che appende Paul McCartney come se fosse calzino da asciugare.

Oh, yesterday came suddenly.L'OH, ieri è venuto improvvisamente.

Non se l'aspettava, e l'ossidrile ha colpito.

Why she had to go I don't know, she wouldn't say.Perchè ha dovuto andare io non sapere, non direbbe.

L'intossicazione si aggrava, McCartney perde la capacità di coniugare i verbi e comincia a parlare come gli Indiani d'America dei fumetti di Tex Willer.

I said something wrong, now I long for yesterday.Ho detto male qualcosa, ora I lungamente per ieri.

Fortunatamente, se ne rende subito conto (ho detto male qualcosa) e cerca di rimediare. Che la I stia per "iodio", da usare come antidoto all'ossidrile? O forse è la I di ieri?

Yesterday, love was such an easy game to play. Now I need a place to hide away.Ieri, l'amore era così gioco facile da giocare. Ora ho bisogno di un posto di nascondermi via.

Umiliato dalle ripetute scariche intestinali, McCartney si arrende alla dura evidenza di aver perso l'amore della sua donna...

Oh, I believe in yesterday.L'OH, credo ieri dentro.

...e conclude la canzone maledicendone il responsabile.

Mm mm mm mm mm mm mmMillimetro millimetro millimetro millimetro millimetro millimetro millimetro

Qui ci sono due interpretazioni: o vi buttate sullo psichedelico (ma pesante, roba da farvi considerare le canzoni di Syd Barrett sillogismi aristotelici), oppure lo leggete come un inno alle unità non-SI, alle quali McCartney (da bravo inglese) è molto affezionato.

Pare, tra l'altro, che se si fa suonare al contrario la versione tradotta (quella SEGRETA!) si possa distinguere chiaramente Ringo Starr che si soffia il naso.

sabato 17 giugno 2006

Cultura scandinava

Secondo Wikipedia, lo svedese è l'ottantanovesima lingua del mondo per numero di parlanti. Sulla base di questo dato scientifico, deduco che non molti di voi siano stati iniziati alle delizie degli idiomi scandinavi: è dunque per questo che vi voglio raccontare qualcosa sulla lingua che si parla qui, perché spesso la lingua rispecchia lo spirito del popolo che la parla e aiuta a comprenderne la mentalità.

Dunque, i vichinghi. Avete presente, no? Elmi con le corna, gilet di pelliccia, barbe lunghe... personcine per bene, eh. Un po' rozzi, forse, specie agli occhi di noi mediterranei, che siamo cresciuti circondati dalla bellezza del nostro paese e dalle tavole imbandite di piatti nostrani. Ecco: quali sono le due cose per le quali l'Italia è più nota al mondo? Mafia a parte, io direi che sono la cucina e l'arte. Ed ecco come gli svedesi si pongono rispetto alle nostre radici.

Per esempio, ortaggio in svedese si dice grönsak; letteralmente, coso verde, il che la dice lunga sulla loro dimestichezza con qualsiasi tipo di cibo che non muggisca, grufoli, o cresca sotto terra. Ci sono rimasto molto male, però, quando mi hanno fatto notare che verdura vuol dire esattamente la stessa cosa :-| Ma comunque continuo a immaginarmi questa nave vichinga ormeggiata a Mergellina, e sul molo questi due tizi biondi, un metro e novanta a testa, barba lunga, elmo con le corna ecc. ecc. che si rigirano fra le mani un fascio di friarielli, se lo passano, lo studiano... e poi si guardano e concordano: "coso verde".

L'arte, poi. Come la vedono gli svedesi? Arte in svedese si dice konst; konstig, però, che è l'aggettivo derivato da konst (e che quindi dovrebbe voler dire artistico), vuol dire in realtà strano. A me questo sembra abbastanza notevole :-) In realtà, se ci pensate bene, artistico viene da artista, e non da arte... ed è così anche in svedese. Ma comunque, continuo a immaginarmi i due vichinghi di cui sopra che si aggirano per la Cappella Sistina, osservano quei muri enormi tutti dipinti, aggrottano le sopracciglia nello sforzo supremo di comprendere perché mai non hanno semplicemente imbiancato tutto... e poi si guardano e concordano: "konstigt".

Insomma, i vichinghi. Gente semplice, ma nonostante tutto anche saggia. Per esempio, gift vuol dire sia sposato che veleno. E poi ci sono i proverbi! Per esempio, först till kvarn får först mala vuol dire, letteralmente, il primo che arriva al mulino ha la farina per primo. Oltre a fare quasi rima in italiano, traduce più o meno (rovesciandolo) il concetto di chi tardi arriva, male alloggia. Il mio proverbio preferito, comunque, rimane questo: ju fler kockar, desto sämre soppa. Letteralmente: tanti più cuochi ci sono, tanto peggiore viene la minestra. In altre parole: cu troppi galli a cantà nun schiara maje juorno. Finalmente un sorriso sul volto dei due vichinghi.