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giovedì 4 settembre 2008

Suspense!

Sì, d'accordo, ho il fisico a busta di latte e non riesco a chinarmi fino a terra. Ah, sì, senza occhiali vado a sbattere contro i lampioni. E mi faccio aprire le bottiglie d'acqua dalla mia ragazza. Il mio nome è sempre separato da un numero dispari di negazioni dai seguenti aggettivi:

  • macho
  • pompato
  • appetitoso
  • tornito
  • virile
  • muscoloso
  • prestante
  • vigoroso
  • sodo
  • succoso

Insomma, se ci fosse ancora da andare a caccia di mammut mi sarei già estinto da tempo. In compenso, almeno, ho un'ottima scusa per tutto ciò: ho un Ph.D. in fisica nucleare. Non ci si può mica aspettare che uno che ha dedicato tutta la sua maggiore età all'onanismo cerebrale possa aver compiuto attività fisiche più impegnative della cancellazione di una lavagna! Anzi, è anche lecito aspettarsi un po' di fiatone a lavagna pulita. Giusto? Eh. È quel che dico anch'io.

Ma.

Fino all'avvento dell'oracolo di Delfi del terzo millennio, l'unica fonte attendibile di notizie improbabili era il rinomato "Forse non tutti sanno che..." della Settimana Enigmatica, tuttora insuperato in quelle situazioni in cui l'accesso al vuvvuvvù è compromesso da occorrenze sfavorevoli, tipo in un batiscafo a tremila metri di profondità, in un hammam, sulle montagne russe o in chiesa. (Sulla chiesa ho qualche dubbio.) Appunto in una di tali situazioni mi trovavo quando ho letto il seguente trafiletto.

Il filosofo Platone prese parte come concorrente ai giochi Olimpici, vincendo due volte nel pancrazio, la gara che comprendeva lotta e pugilato.

La mia scusa preferita rischia di andare a farsi benedire. Platone? Due volte campione di pancrazio? Non è possibile.

Sapreste dire come può essere spiegato questo fatto?

SAPPIATE CHE:

  1. Platone è quello del mondo delle idee, quello dell'iperuranio, quello dell'aristocrazia, quello palloso, insomma. Nonostante ciò, la tecnica segreta di Platone non consisteva nell'addormentare gli avversari mettendo in scena da solo i suoi dialoghi e facendo le parti dei vari personaggi cambiando la voce.
  2. Nonostante il nome, il pancrazio era uno sport cruento e cattivissimo. Lotta e pugilato? Sticazzi. Leggete qua. Torsione delle dita, morsi sugli alluci, ginocchiate nei coglioni, dita negli occhi e canzoni dei Tiromancino. Roba da far rabbrividire Chuck Norris.
  3. Quando Platone ha vinto, il pancrazio non era mica disciplina dimostrativa! Altro che bocce, biliardino e tressette a perdere: alle Olimpiadi c'erano i migliori atleti del mondo (greco), energumeni vagamente somiglianti a Raul di Ken il guerriero, alti sei metri, larghi altrettanto e, soprattutto, ignudi come vermi. Platone li afferrava per le palle e strizzava come una lavandaia.
  4. Il nome "Platone", in greco "Πλάτων", si ricollega alla radice sanscrita bla, "ridurre ossa altrui in tanti pezzettini piccini".
  5. A seguito delle sue gloriose vittorie, Platone fu nominato portabandiera della squadra di Atene. La cosa più interessante è che non ha mai avuto bisogno dell'asta.
  6. Il signor Brando ha la patente da diversi anni ed è un guidatore abile e corretto.

Insomma?

Insomma, insomma... insomma Platone era il tipo che mangiava i fichi d'India con la buccia.

Con buona pace della mia scusa preferita.

L'immagine di Platone col fisicaccio è basata sulla rielaborazione di una foto di Rev. Voodoo.

martedì 18 settembre 2007

Vorrei scrivere "verba volant, scripta manent" in greco, ma non so come si dice

Non ho saputo resistere. Eccomi di nuovo a gibellare sui cartelli. Questa volta tocca a quelli ellenici, cosa che potrà sorprendere alcuni visto il mio fresco ritorno dalla Gallia. Ma tant'è.

Introduzione: chi è stato in Grecia (oppure, se è per questo, in qualunque paese dove si parli un idioma semi-incomprensibile) sa benissimo quanto è facile inzamarsi con i toponimi. Mi spiego: lo scopo del gioco è evitare imbarazzanti e fin troppo note scenette sullo stile noio vulevon savuar (che ve lo dico a fare) e, allo stesso tempo, riuscire a trasportare la propria gentile persona nel luogo designato; tuttavia, per pronunciare il nome dell'anus mundi di turno è tipicamente necessario slogarsi lingua e mandibola in un insensato contorto cancan di consonanti cacuminali la cui osticità ben eccede le capacità medie dell'uomo della strada. Quest'ultimo ricorre pertanto ad alcuni ingegnosi stratagemmi ("ingegnoso stratagemma" è un luogo comune dei più beceri e il suo utilizzo guasta la qualità della mia prosa; ciò mi addolora) per mandare a mente il toponimo, il più comune dei quali è il pezzotto linguistico. Ed ecco, allora, che Falàssarna (Φαλάσαρνα) diventa Falassàrna, Elafonìssi (Ελαφονήσι) diventa Efalonìssi, Kàmpos (Κάμπος) diventa Kòmbos.

Ma soprattutto, Sfinàri (Σφινάρι) diventa Sfintere. Potete dunque immaginare la mia gioia quando numerose curve ci hanno finalmente condotti a

Vediamo ora come il popolo greco si industri per attirare l'ignaro turista (ahimè, altro luogo comune).

  • Garantendo alloggi di qualità (Rooms Marò):
  • Promettendo facili coiti:
  • Preparando pietanze succulente:
  • Non badando a spese:
    ...il tutto sempre e comunque σιγά σιγά,
    come ci illustra gentilmente la nostra modella:
    Ehm. Lo so, questa foto è il cesso. Però vi assicuro che normalmente è molto più bella:
    (lei è quella a destra).
Vi è piaciuta questa carrellata? Spero proprio di sì. E ora, rullo di trombe e squillo di tamburi... arriva la ciliegina sulla torta (agh... luoghi comuni!)! Vi ricordate le foto dell'Ammerica? Vi ricordate del pezzo forte del mio reportage? Beh, tranquillizzatevi: non l'hanno inventata gli ammericani. Al massimo l'hanno inventata i greci (e quando mai no!). Di cosa parlo? Why, della minetta, of course.

domenica 2 settembre 2007

La terra dei minolli

Eccolo. Come, "chi"? Io. Eccolo. Quando dico "eccolo", intendo me. Sono di nuovo qui. Dimenticate i vostri sonni tranquilli... sono il sassolino nel sandalo, la zanzara notturna, la carta igienica a un velo, la pasta scotta, la macchinetta del caffè con la guarnizione nuova. Sono tornato.

E da dove sono tornato? Ma naturalmente, dalla terra dei minolli.

I minolli sono una gaia popolazione insediatasi una vita fa sull'isola di Creta, nel cuore del Mare Nostrum. La civiltà minollica acquistò presto una posizione economica egemone nel bacino del Mediterraneo grazie soprattutto all'invenzione dell'aliscafo, la quale permise a milioni di minolli di andare a fare la tanto agognata villeggiatura estiva a Cipro e di scaricare lo stress di anni e anni di ferie non godute. L'effetto sulla produttività dei mercanti minollici fu spaventoso, e nel giro di poche villeggiature Cnosso era diventata la capitale del mondo, ma che dico "del mondo", la capitale d'Europa, ma che dico "d'Europa", la capitale "del Mediterraneo", ma che dico "del Mediterraneo", la capitale di Creta, ecco, sì, la capitale di Creta.

Benché la supremazia di Creta fosse dunque soprattutto di carattere economico, non bisogna dimenticare che i minollici erano anche prodi e valorosi guerrieri, come testimoniano i numerosi affreschi ritrovati.L'importanza dell'arte bellica presso le popolazioni proto-minolliche è altresì testimoniata dai ritrovamenti di numerose macchine da guerra, adibite al trasporto di uno o più minolli,le quali erano spesso ornate da misteriose scritte in Lineare C, non ancora decifrate completamente. Gli studiosi sono divisi sulla loro funzione: secondo alcuni, si tratterebbe di invocazioni agli dei affinché proteggessero i delicati meccanismi delle futuristiche macchine minolliche, dato che iscrizioni simili sono state rinvenute sui resti degli aliscafi; secondo altri, invece, si tratterebbe di rebus, ipotesi supportata dalla decifrazione dell'iscrizione ritrovata sul famoso "Bolide della Canea",la quale recita:

Al bar OS è: aspetta colà RE = Alba rosea spettacolare.

Per chi non si ricorda cos'è il minollo, rinfrescatevi la memoria.

domenica 10 settembre 2006

Μῆνιν ἄειδε, θεὰ...

Lo sapevate? Quest'estate mi sono fatto due grasse settimane di vacanza in Grecia. Sì, lo so che lo sapevate. Sapevatelo!

Bene. E con ciò? Beh, avete presente quei magici ed esaltanti pomeriggi settembrini che si trascorrono a casa di amici e/o parenti a visionare LE DIAPOSITIVE DELLA VACANZA?! Yes, I know you like it. Ed è per questo che ho deciso di farvi omaggio di tutte le quattrocentosettantasette foto che ho scattato in Grecia, più le settantaquattro che ho fatto qui a Göteborg, per un totale netto di cinquecentocinquantuno, tutte corredate di dettagliato commento. Al ritmo di due foto al minuto, ci impiegheremo soltanto quattro ore, trentacinque minuti e trenta secondi. Allora, si fa? Vado?!

No, tranquilli. Vi risparmio. Per quelli di voi però che sono DAVVERO interessati, ho pensato di pubblicare qualche brano del diario di viaggio che Caterina (alias Katthy) ed io abbiamo redatto, più qualche foto simpatica come premio-fedeltà. Contenti? Ne ero sicuro.

Prima di tutto, però: ci siamo divertiti? Giudicate voi stessi.

*****
Akrotiri (Santorini), 20 Agosto, ore 6:48

Il sonno dei due viandanti viene interrotto da un rumore cupo e continuo.
D (pieno di sonno): Ma che è 'sto rumore?
K: Il treno!
D: Eh, il treno...
K: L'autostrada! (NdR: Santorini misura 30 km da parte a parte)
D: Mmm...
K: Il terremoto allora!
D: Eh... a chest'ora?
*****
Breve compendio di espressioni di uso corrente nell'Ellade moderna:
  • Un dedalo di strade;
  • Un'impresa ciclopica;
  • Una forza erculea;
  • Caduta di pathos;
  • Una sistemazione spartana;
  • Fare una tragedia greca.
*****

A certa gente basta davvero poco per divertirsi.


*****
"Persona" in greco si dice "άτομο" ("atomo"); "due" invece si dice "δύο" (più o meno suona come "dio"). La scoperta di ciò ha scatenato una girandola di esilaranti considerazioni, sullo stile di:
K (colta da un raptus di romanticismo): Da sola sono solo un atomo, mentre insieme siamo un dio!
oppure:
D: "Guagliù, quanti atomi siamo stasera?" "Mah, 1027, 1028..."
*****

Finalmente completiamo il trittico degli arredi tristi. Dopo "Bici triste", pubblicata su questo blog tempo addietro, ecco a voi "Ombrellone triste" e "Tavolino triste".

*****

Il vostro bambino preferito in uno dei suoi giochi preferiti.

*****
Santorini, pomeriggio del 30 Agosto

Di ritorno dalla spiaggia di Kamari, il controllore dell'autobus stacca i biglietti per i passeggeri. Subito dopo di noi lo sentiamo rivolgersi a due slavate fanciulle di evidente discendenza teutonica.
Controllore: This is a one-way ticket!
Fanciulla 1: ???
C: Where you to go?
F1: Ehm... ehm...
F2: Kam... Kemo... Kima...
C: ...
F2: Kamari! Kamari beach!
Al che il controllore replica (in inglese, ma permettetemi di riportarlo in napoletano, se no non rende):
C: Simmo jute vinte vote a Kkamari!
Volta le spalle e se ne va indignato.