martedì 29 aprile 2008

Il viaggyø

Ultimi giorni di Scandinavia, bisogna approfittarne. Si sale su un roboante pulmino, ci si fanno quattro ore di curve su un'autostrada dalla progettazione chiaramente ispirata alla Salerno-Reggio Calabria per giungere infine in quel di Oslo, un tranquillo paesino che conta poco più di cinquecentomila abitanti. Per fortuna il viaggio passa in fretta grazie ai fantastici gingilli disponibili a bordo del pulmino. Ad esempio, questo grazioso oggettino

permette di SPARARE FULMINI a piacimento, come illustrato chiaramente dall'etichetta sottostante.

Curiosità: gli svedesi chiamano Oslo "uslu". Gli autoctoni la chiamano "ushlu". Per un integralista dell'ortografia come me, una gita a Uslu produce pressappoco la stessa sensazione di una nottata insonne in preda alle zanzare. Ogni cartello è perfettamente intelligibile ma inevitabilmente sgrammaticato. Un tormento continuo. È un po' come se, invece di scrivere in italiano corretto, imprøvisämenntee cømincyasi å skriverre in qveste mannyera øbshena.

Sarà da questo che Caterina ha improvvisamente preso ispirazione.

Caterina: ...perché la Apple ha fatto questo nuovo Mac sottilissimo e leggerissimo.
Davide: Ah sì?
Caterina: Si chiama Ultra Slim, o qualcosa del genere.
Davide: E com'è fatto?
Caterina: Pare che sia comodissimo, perché l'idea alla base è che non devi rinunciare per forza a una pastiera normale...
Davide: ...e al casatiello USB.

La segnaletica, però, è impeccabile.

Tra l'altro la città è piena di statue. Alcune sono inquietanti, ma interessanti.

Le altre mi sono piaciute di meno. Ecco la mia pallina rimbalzina che manifesta il suo dissenso verso una cosiddetta scultura di Richard Serra.

Siamo anche andati a visitare il nuovo teatro dell'opera!

Bello proprio. Una gran figata, sembra un iceberg appollaiato al centro del porto. Tutto marmo di Carrara, eh. Linee pulite, Scandinavian style. Bello proprio. Bello. Sì. Eh sì. Se le meritava proprio, le foto che abbiamo fatto. Ehm. Tutte e novantaquattro.

La noia genera intenzioni pericolose.

Ma per fortuna c'è sempre come intrattenersi.

Reception: Receptyøn, comme pøso åiuttarla?
Davide: Buongiorno, chiamo dalla stanza trecentotredici.
Reception: Sì, my dicca, sinyøre.
Davide: Guardi, io avrei finito.
Reception: Ma brävvo, sinyore! Tuta nell vasinø?
Davide: Sì, sì, tutta tutta!
Reception: Älora sälgo subhyto, sinyøre.
Davide: Faccia pure con comodo.

sabato 26 aprile 2008

Nottetempo

Il migliore dei biscotti possibili.

giovedì 24 aprile 2008

Speculare

Se non approfittassi mai dell'idolatria delle innumerabili folle che seguono fedelmente il mio pluzio, diciamolo pure, sarei davvero fesso. Oggi quindi faccio eccezione alla mia regola di onestà intellettuale e faccio un po' di bieca pubblicità a mio fratello Daniele.

È uscito infatti "Speculare", la sua prima raccolta di poesie! E di cosa si tratta? Preferisco lasciare che siano direttamente le sue parole a raccontarvelo.


Ebbene sì! Dopo un lungo e intenso percorso di maturazione personale, ci sono riuscito!

È con immensa soddisfazione e gioia che comunico a tutti coloro che riceveranno tale messaggio che è appena stata pubblicata (Aprile 2008) con l'Editore Montedit la mia prima raccolta di poesie. Il libro è il punto di partenza e al tempo stesso il traguardo di un profondo processo di conoscenza interiore, nel quale il verso poetico è diventato giorno per giorno una delle mie forme espressive più efficaci ed amate. In "Speculare" troverete la parte più giovane e "tenera" della mia intera produzione poetica che nel tempo è andata evolvendosi sempre di più. Fino ad oggi, il mio bisogno di esprimermi in versi, parole e immagini non ha mai arrestato il suo cammino e continua ad "abbracciarmi" in ogni momento importante della vita. Le poesie di "Speculare" non sono inscrivibili in un preciso genere letterario; ciò che le contraddistingue è certamente una decisa impronta psicologica e psicoanalitica, oltre ad un "sapore forte", provocatorio ed anticonformista. Il libro è stato inoltre corredato di alcune foto che ritraggono dipinti realizzati da me con varie "tecniche". Con il presente messaggio invito calorosamente tutti voi ad acquistare il libro, nella speranza e nell'augurio che possa lasciarvi nell'animo momenti di grande emozione e riflessione. Per coloro che non hanno mai avuto modo di tuffarsi nella fantastica dimensione della poesia, "Speculare" potrebbe rappresentare un'ottima opportunità per fare il primo passo e chissà... magari scoprire per caso una nuova passione. Il prezzo del libro è davvero irrisorio e accessibile a tutti: 7,30 Euro. Spero davvero che sarete numerosi ad acquistarlo; per contratto editoriale, le mie tasche non si riempiono di nulla mentre il mio cuore ...tutt'altro! Non ho mai pensato di pubblicare il libro per "specularci" :-) economicamente, ma per "aprire una porta" sul mondo esterno, nella speranza che voi tutti non la vogliate richiudere. Una spesa così piccola da parte vostra potrebbe rappresentare una grande opportunità di arricchimento interiore, sia per me che per voi. Sapere di "aver raggiunto" con le mie emozioni molti di voi è la mia autentica aspirazione e il significato archetipico di questa mia prima raccolta di poesie. Ringrazio di cuore tutti voi per aver prestato attenzione al presente messaggio. Un saluto e un abbraccio a coloro che mi conoscono e a coloro che mi conosceranno attraverso le liriche.

"Speculare" può essere acquistato:

  • Presso qualsiasi libreria d'Italia (generalmente su ordinazione);
  • Direttamente dal catalogo online 2008 della Casa Editrice all'indirizzo http://club.it/montedit/catalogo/cat.2008.html (le spese di spedizione sono gratuite. Pagherete il libro al solo prezzo di copertina: 7,30 Euro);
  • Presso IBS (Internet bookshop), la più grande libreria virtuale, oppure presso www.dvd.it;
  • Siccome per contratto ho acquistato un certo numero di copie, gli interessati all'acquisto che "sanno dove trovarmi" :-) possono rivolgersi direttamente a me.

Visitate la mia home page sul sito del "Club degli Autori" dove troverete la prefazione, l'introduzione e un assaggio delle prime pagine del libro. L'indirizzo è: http://www.club.it/autori/libri/daniele.mancusi/indice-i.html.

Chiedo gentilmente a tutti coloro che ricevono questo messaggio di inoltrarlo via mail e per passaparola ad amici, conoscenti, parenti ecc. che, almeno in linea di massima, potrebbero essere interessati all'acquisto del libro. In tal modo, mi fornirete un grandissimo aiuto nella diffusione dell'Opera. Se nel futuro avrò l'opportunità di realizzare una presentazione del libro, vi terrò informati.

Un sincero ringraziamento a tutti per la collaborazione!

D.M.

domenica 20 aprile 2008

Il segreto del successo di Discovery Channel

Qualche settimana fa per poco non finivo sotto un tram. Ma non è questa la cosa più importante. Avevo appena accompagnato degli amichetti a prendere un treno e mi dirigevo a passi pensosi verso la fermata quando la mia attenzione è stata catturata da una congrega di piccioni pulciosi e puzzoni. (Li odio un po'.) Erano lì, svariate decine in gruppo nel mezzo alla piazza, e si dedicavano al loro passatempo preferito: essere insopportabili.

Siffatte visioni non sogliono essere sufficientemente ammaliatrici per aggiudicarsi incontrastabilmente la considerazione degli astanti. Scusate, metto via il thesaurus. Dicevo, spettacoli del genere di solito non catturano la mia attenzione; quella volta, però, ho notato un inusuale agitazione tra i volatili a margine dello stormo (si chiamerà così anche quando non è in volo?). Una femmina (come ho fatto a capirlo? Continuate a leggere) si allontanava dal gruppo, chiaramente stizzita dalle insistenti attenzioni riservatele da un bell'esemplare maschio. (Almeno credo che fosse un bell'esemplare. Non me ne intendo troppo di piccioni.) La dialettica dei due pennuti mi ha affascinato e mi ha rapito al punto che ancora oggi sono in grado di narrare la dinamica dell'intero rendez-vous.

Lui: Rrrrù. Rrrrù.
Lei lo ignora.
Lui (gonfia le piume): Rrrrù. Guardami. Sono bello.
Lei lo ignora e gira i tacchi.
Lui: Rrrrùùù. (gira in tondo da solo)
Lei si allontana.
Lui: Rrrrù. (si accorge di essere solo) Rrrrù. (insegue la pollastra)
Lei fa sempre finta di niente.
Lui la becca sul sedere.
Lei (svolazzando): Ehi!
Lui: Rrrrù. Guardami. Guardami. Sono bello. Sono bellissimo. (ricomincia a girare su se stesso da solo)
Lei attraversa con nonchalance le rotaie del tram.
Lui si accorge di nuovo di essere rimasto solo e le va dietro.

Sopraggiunge un tram.

Lei (alzandosi in volo): Uff. Speriamo che questo tizio si leva da cuollo.
Lui la segue. Volontà d'acciaio.
Lei si posa con grazia su una sottilissima trave della struttura di un ponte.
Lui (si posa accanto a lei e rimane un attimo interdetto): Uhm. Ho perso il filo. Che stavo facendo? Sono sicuro che era qualcosa di importante... (la vede) Ah! Già. Rrrrù. (le si avvicina)
Lei (allontanandosi): Uff.
Lui (cerca di girare sul posto da solo): Mannacc... Rrrrù. Cazz... Rrrrù.

Due colombe si posano alle spalle di Lei, che continua a indietreggiare.

Lui (incatastandola nelle colombe): Rrrrù.
Lei: Ma che palle! (vola via)
Lui rimane spaesato, forse ferito dal rifiuto, forse distrutto dal fallimento.

Un attimo dopo si lancia in picchiata all'inseguimento.

Morale: ecco il motivo per cui non vado mai in discoteca.

giovedì 17 aprile 2008

How to ameliorate your gibella

E io che pensavo che quello che scrivevo fosse divertente. (Un poco.) Ma qualunque cosa io possa scrivere è niente a confronto di quello che può creare Gugol con i suoi potentissimi strumenti per le lingue!

Ecco la dimostrazione.