Caro Bambinello,
È di nuovo dicembre, e anche quest'anno, come ogni anno, non sono morto. La cosa mi comincia a innervosire, specie quando mi ritrovo per strada travolto da folle scalmanate e ansiose di convertire la tredicesima in pezze, scarpe o pensierini. Sono tre settimane che giro per casa in ciabatte da mare, non perché mi si sia rotto il termostato del riscaldamento ma perché ho rotto le mie pantofole vecchie e non riesco a restare in centro abbastanza a lungo per comprare quelle nuove. L'ultima volta che ci ho provato il mio super-io se l'è vista davvero brutta quando mi sono avvicinato con la vescica rigonfia all'albero di Natale di H&M.
Da allora esco di casa solo bendato e con i tappi nelle orecchie. Il lato positivo è che evito la visione dello scempio consumistico e sfuggo all'ipnotico bombardamento di canzoncine da Edenlandia1; il lato negativo è che sto sempre con le ciabatte da mare e dubito che le pantofole mi vengano a cercare spontaneamente.
Tuttavia, caro Bambinello, non ti scrivo per chiederti un paio di pantofole; a quello penserà mia mamma. C'è un'altra questione che mi sta a cuore, ed è ben più importante.
A dicembre, caro Bambinello, io starei rotto di cazzo già se non ci fosse il Natale, per il solo fatto che le ore di luce diurna sono al minimo; figurati con il Natale (no offence meant). Naturalmente, il mio atteggiamento disdegnoso viene spesso stigmatizzato dagli idolatri dell'atmosfera natalizia, quegli invasati che sembrano sotto Prozac da Ognissanti a San Silvestro, che si eccitano guardando i pisellini dell'albero di Natale che si accendono e si spengono nella stanza accanto e che ogni tanto vanno alla messa di mezzanotte e/o guardano il concerto di Natale in Vaticano alla TV. Codesti figuri, caro Bambinello, pensano che a Natale dobbiamo essere tutti felici, anche se è morto il cardillo, anche se sei denutrito, ti bombardano la casa e della tua guerra nessuno sa niente. Allora (a) mi perseguitano nel tentativo di risvegliare il mio spirito natalizio perduto, e (b) poiché a Natale siamo tutti più buoni, danno cinquanta euro in beneficenza; così, con la coscienza a posto, ne possono consacrare cinquecento, nell'immediato, e una cifra imprecisata, per tutta la durata dell'anno nuovo, a borse di Gucci, pullover di Pierre Cardin e altre rappresentazioni immanenti dell'idea del Futile.
Ecco, caro Bambinello, quello che vorrei chiederti quest'anno è di fulminarli tutti.
Con cordiale affetto e immutata stima,
1 Io vorrei sapere in particolare chi è il deficiente che ha scritto quella canzone2 che fa
Feliz Navidad (x3)
Prospero año y felicidad
I want to wish you a merry Christmas (x3)
From the bottom of my heart
(Ripetere una sessantina di volte, salendo di un tono di tanto in tanto.) Per favore, qualcuno spieghi a questo tizio che esistono anche gli accordi minori. ^
2 Secondo Wikipedia, trattasi di Feliz Navidad3 di José Feliciano, cantante e musicista portoricano (sordo). E in quale Paese questa canzone cerebrolesa va fortissimo?
Feliciano's version of "Feliz Navidad" [...] is one of the most downloaded and aired Christmas songs in the United States and Canada.
Once again, tout se tient. ^
3 Come avrò fatto a scoprire il titolo della canzone? ^