domenica 10 settembre 2006

Μῆνιν ἄειδε, θεὰ...

Lo sapevate? Quest'estate mi sono fatto due grasse settimane di vacanza in Grecia. Sì, lo so che lo sapevate. Sapevatelo!

Bene. E con ciò? Beh, avete presente quei magici ed esaltanti pomeriggi settembrini che si trascorrono a casa di amici e/o parenti a visionare LE DIAPOSITIVE DELLA VACANZA?! Yes, I know you like it. Ed è per questo che ho deciso di farvi omaggio di tutte le quattrocentosettantasette foto che ho scattato in Grecia, più le settantaquattro che ho fatto qui a Göteborg, per un totale netto di cinquecentocinquantuno, tutte corredate di dettagliato commento. Al ritmo di due foto al minuto, ci impiegheremo soltanto quattro ore, trentacinque minuti e trenta secondi. Allora, si fa? Vado?!

No, tranquilli. Vi risparmio. Per quelli di voi però che sono DAVVERO interessati, ho pensato di pubblicare qualche brano del diario di viaggio che Caterina (alias Katthy) ed io abbiamo redatto, più qualche foto simpatica come premio-fedeltà. Contenti? Ne ero sicuro.

Prima di tutto, però: ci siamo divertiti? Giudicate voi stessi.

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Akrotiri (Santorini), 20 Agosto, ore 6:48

Il sonno dei due viandanti viene interrotto da un rumore cupo e continuo.
D (pieno di sonno): Ma che è 'sto rumore?
K: Il treno!
D: Eh, il treno...
K: L'autostrada! (NdR: Santorini misura 30 km da parte a parte)
D: Mmm...
K: Il terremoto allora!
D: Eh... a chest'ora?
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Breve compendio di espressioni di uso corrente nell'Ellade moderna:
  • Un dedalo di strade;
  • Un'impresa ciclopica;
  • Una forza erculea;
  • Caduta di pathos;
  • Una sistemazione spartana;
  • Fare una tragedia greca.
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A certa gente basta davvero poco per divertirsi.


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"Persona" in greco si dice "άτομο" ("atomo"); "due" invece si dice "δύο" (più o meno suona come "dio"). La scoperta di ciò ha scatenato una girandola di esilaranti considerazioni, sullo stile di:
K (colta da un raptus di romanticismo): Da sola sono solo un atomo, mentre insieme siamo un dio!
oppure:
D: "Guagliù, quanti atomi siamo stasera?" "Mah, 1027, 1028..."
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Finalmente completiamo il trittico degli arredi tristi. Dopo "Bici triste", pubblicata su questo blog tempo addietro, ecco a voi "Ombrellone triste" e "Tavolino triste".

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Il vostro bambino preferito in uno dei suoi giochi preferiti.

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Santorini, pomeriggio del 30 Agosto

Di ritorno dalla spiaggia di Kamari, il controllore dell'autobus stacca i biglietti per i passeggeri. Subito dopo di noi lo sentiamo rivolgersi a due slavate fanciulle di evidente discendenza teutonica.
Controllore: This is a one-way ticket!
Fanciulla 1: ???
C: Where you to go?
F1: Ehm... ehm...
F2: Kam... Kemo... Kima...
C: ...
F2: Kamari! Kamari beach!
Al che il controllore replica (in inglese, ma permettetemi di riportarlo in napoletano, se no non rende):
C: Simmo jute vinte vote a Kkamari!
Volta le spalle e se ne va indignato.

Una sola brillante interlocuzione a proposito:

Diego ha brillantemente interloquito così:

nice! ;-)