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mercoledì 7 gennaio 2009

Quanto è difficile trovare un titolo diverso ogni volta per la stessa gibella

È passato un ano da un ano fa ed è di nuovo l'ora dei buoni propositi. Addì 28 dicembre 2007 mi promettevo di:

  • leggere "L'uomo senza qualità", "L'idiota", "I demoni" e qualche altro polpettoncino analogo;

Due su tre (un buon risultato).

  • trovarsi un lavoro divertente;

Sto diventando un esperto di punti materiali, cosa potrei desiderare di meglio?

  • imparare a parlottare in ceco;

Ecco, qui fallimento completo. Ne so esattamente quanto un ano fa, anzi meno perché ho anche dimenticato quel fantastico scioglilingua del dito il gola, tutto senza vocali...

  • scrivere di più;

Cinquantatré gibelle nel 2008 contro quarantasette nel 2007. Si fa quel che si può.

  • dimostrare la congettura di Riemann.

Mmm, sì. Ci sono quasi.

Ed ecco i succosissimi propositi per l'ano nuovo:

  • preparare il lavoro che mi varrà il premio Ig Nobel;
  • fare il tagliando alla mia visione del mondo;
  • capire da dove viene la massa del protone;
  • fare cose, vedere gente;
  • dare la spallata finale all'economia in crisi.

venerdì 11 luglio 2008

Peluria di mezzi

Elenco (incompleto) di cose inutili che mio malgrado ricordo a memoria.

  • Numeri di telefono di Napoli prima che si passasse alla numerazione a sette cifre:
    • 21 70 23, casa mia.
    • 21 53 80, mia nonna.
    • 21 29 01, l'altra nonna.
    • 21 56 20, Palumbo (già Giuseppe).
  • Brani di letteratura scelta, tra cui:
    • La volpe e l'uva.
    • La favoletta del pullus gallinaceus in versione riveduta e semplificata per studenti del biennio.
    • Il carme "Carpe diem" di Orazio (il marito di Clarabella).
    • Svariate terzine della Commedia.
    • "I wandered lonely as a cloud", William Wordsworth.
  • Il paradigma parco, is, peperci (perfetto a raddoppiamento), parcitum, parcĕre.
  • Testi di canzoni che avrei volentieri dimenticato:
    • "Non amarmi", Aleandro Baldi e Francesca Alotta, Sanremo 1992.
    • "Figli", Toto Cutugno, Sanremo 1987.
    • "Back for good", Take That.
    • Certe sigle dei cartoni animati.
  • Tredici cifre significative di e.
  • Le sigle automobilistiche italiane.
  • La capitale del Burkina Faso (Ouagadougou).
  • Il mio numero identificativo su ICQ.
  • Numerose linee di autobus ATAN non più esistenti:
    • V10
    • 185
    • 118
    • 135
    • 114
    • V7
    • 101
    • 47
    • 42
    • V5
  • L'ATAN.
  • La SIP.
  • Il valore del gettone telefonico (duecento lire).
  • Il quintetto base dei Chicago Bulls 1995-1996.

Ma sai che ti dico?

root@cervello:~/ricordi# find . -mtime -5475 -type f -exec gzip \{\} \;

Tipo 1: Ti presento Tipo 2.
Tipo 2: Ciao, piacere, Tipo 2.
Davide: Piacere... eh... uh... ehm... Davide.

lunedì 5 maggio 2008

Yogurt e polpette

  • Una soupe d'oignons
  • Un ippopotamo
  • Un tappeto per giocare con le macchinine
  • Eketragatan!
  • Lenzuola IKEA modello Alcatraz
  • Utan lök
  • À deux mains
  • Boskap och tegelsten
  • Una bici da uomo (ma con il cestino)
  • Le aringhe
  • Mmm. Ah. Mm. Ah, precis. Absolut.
  • Una poltrona rossa
  • Le montagne russe
  • Innebandy
  • Una casa che è un cantiere
  • Fischer di dieci centimetri
  • La neve
  • Aerei

Io non sono le mie cose.

  • Un casco
  • Dei pennelli e dei colori mai usati
  • Una conversazione in svedese
  • Dei gamberi
  • Una pedalata rabbiosa
  • Un rifugio
  • Una poltrona rossa
  • Una passeggiata notturna
  • Il caffè
  • Un uovo di Pasqua
  • Un tressette a perdere
  • Una torre di Babele
  • Una persona a cui mostrare tutto questo
  • Altri aerei

Io sono il mio passato.

  • Il fondo di una tazza
  • Voglia di andare via
  • Un abbraccio forte
  • Una Leffe bionda
  • Una bagnacauda
  • Un documento LaTeX
  • Una polo a strisce
  • Un vino italiano
  • Una chitarra
  • Una teiera
  • Un dubbio
  • Una telefonata
  • Scatoloni
  • Valigie
  • Un mercato delle pulci
  • Una casa che sembra un cantiere
  • Una poltrona rossa che se ne va

Ma perché mi fa male?

  • Yogurt e polpette

Non c'è da stupirsi se la valigia pesava troppo.

venerdì 28 dicembre 2007

La resa dei conti

Non ci avrà fatto caso nessuno, ma oggi è 28 dicembre. Non so se rendo l'idea.

...

Non rendo l'idea. Ho capito. Oggi, 28 dicembre 2007, è passato un ano dal 28 dicembre 2006. Per celebrare questo irripetibile evento ho pensato di passare al vaglio i propositi che avevo fatto all'inizio di quest'ano per vedere quanti ne ho mantenuti. Orbene, voyons:

  • cercare di svegliarsi un po' più presto la mattina;

Ehm. Sì. Ci sono riuscito almeno quattro volte.

  • ricominciare a suonare;

Ehm.

  • guardare film di Ingmar Bergman;

Ehm.

  • decidere cosa fare dopo il dottorato;

Ehm. Però qua almeno ci ho provato.

  • dimostrare esistenza e unicità della soluzione delle equazioni di Navier-Stokes.

...

Qui potrei addurre una serie infinita di scuse, come "il fallimento è la strada per il successo", "solo chi prova può riuscire", "solo gli ambiziosi riescono", "ho sonno", eccetera, ma mi limiterò alla preterizione. Piuttosto, ecco i propositi per l'ano nuovo:

  • leggere "L'uomo senza qualità", "L'idiota", "I demoni" e qualche altro polpettoncino analogo;
  • trovarsi un lavoro divertente;
  • imparare a parlottare in ceco;
  • scrivere di più;
  • dimostrare la congettura di Riemann.

Farollo. Giuro che farollo.