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venerdì 27 giugno 2008

Etimologia di un soprannome

Conversazione vera svoltasi stasera su MSN tra me e Brigida. Si parla del mio ubiquo soprannome cibernetico, "Arek' Fu".

Bri:allora
Bri:che vuol dire ?
Davide:cosa
Bri:arek'fu
Davide:ah
Davide:non te l'ho detto?
Bri:no
Davide:davvero?
Bri:si
Davide:guarda che te l'ho detto
Davide:prima
Bri:no
Davide:non hai letto
Bri:no
Bri:no
Bri:no
Bri:no
Bri:no
Davide:
Bri:no
Davide:ah beh
Davide:io l'ho detto
Bri:no
Davide:se poi tu non l'hai visto
Davide:sono affari tuoi
Bri:ho già controllato
Bri:la cronologia
Bri:e nn c'è
Bri:mi disp
Bri:daiiii
Bri:ma che ti costaa
Bri:perdi + tempo a dire che nn me lo vuoi dire
Davide:quando hai detto che era un anagramma
Davide:ci sei andata vicina
Bri:eh
Bri:nel senso
Bri:che è un anagramma o no ?
Davide:anche
Davide:è l'anagramma di krfeau
Davide:che tradotto in numeri
Davide:diventa
Davide:11 18 5 1 6 21
Davide:ok?
Bri:perchè la k è l'undicesima lettera ?
Davide:esatto
Bri:ok
Bri:ed i numeri ?
Davide:ora
Davide:se li scrivi uno sotto all'altro
Davide:11
18
5
1
6
21
Davide:però allineati a destra
Bri:mmm
Davide:e scrivi
Davide:un più e un meno
Davide:un diviso e un per
Davide:e poi di nuovo un più
Bri:mmm
Davide:ottieni
Davide:165
Bri:mi stai prendendo in giro ?
Davide:no
Davide:ti sto spiegando da dove viene arek' fu
Bri:e 165
Davide:165 ok?
Bri:si
Davide:ok
Davide:165 = 118 + 47
Davide:il 47 passa sotto casa mia a napoli
Davide:e il 118 andava a mergellina
Davide:QUINDI
Davide:casa mia a napoli
Davide:+
Davide:mergellina
Davide:= ?
Davide:
Davide:mo questo passo lo fai tu
Bri:165
Davide:eh
Davide:ma 165 cosa rappresenta?
Bri:napoli
Davide:da casa mia a mergellina...
Bri:che c'è
Bri:?
Davide:che strada si fa?
Bri:da casa tua a mergellina ?
Davide:eh
Davide:la maggior parte della strada si fa sul...?
Bri:via caracciolo?
Bri:mare
Davide:ma quale via caracciolo e mare
Davide:sul corso...?
Bri:vittorio emanuele
Davide:e chi era vittorio emanuele?
Bri:o mio dio
Bri:re
Davide:eh
Davide:ma non c'entra
Davide:in che giorno è morto
Davide:lo sai?
Bri:9
Davide:9 cosa
Bri:gennaio
Davide:e cos'è il 9 gennaio?
Bri:boh
Bri:il tuo onomastico ?
Bri:ihihi
Davide:quasi
Davide:è 11 giorni dopo il mio onomastico
Davide:capito?
Davide:perché 11 giorni?
Davide:perché il ragionamento consiste di 11 operazioni matematiche
Bri:??
Bri:o mio dioo
Davide:capito?
Bri:e meno male che era una cavolata
Davide:sei contenta ora?
Bri:ma le undici operazioni matematiche
Bri:sono qlle che fai ai numeri
Bri:11
Bri:18
Bri:5
Bri:1
Bri:6
Bri:21
Davide:esatto
Bri:mmm
Bri:certo
Bri:che se te lo sei inventato
Bri:ora
Bri:non è stato facile
Bri:cioè se mi hai detto una palla per improvvisare
Davide:non avrei mai potuto
Davide:ti dispiace se metto questa conversazione sul mio pluzio? la gente me lo chiede spesso da dove viene
Bri:noo
Bri:vai
Davide:grazie
Bri:ma tu nn vuoi dirlo
Davide:perché la cabala è importante
Davide:i numeri sono potenti
Davide:hanno un influsso sugli uomini
Davide:e se qualcuno conosce i miei numeri
Davide:chissà cosa mi può fare
Bri:ma sei partito dai numeri
Bri:e sei arrivato alle lettere ?
Davide:esatto
Bri:mmm
Davide:devi provarci anche tu
Davide:non è difficile
Bri:e qnt ci hai penato ?
Davide:non troppo
Davide:due o tre mesi
Bri:azz
Davide:eh ma ne è valsa la pena
Bri:ma adesso
Bri:tutti sapranno il tuo segreto
Bri:ed i tuoi numeri
Davide:magari li censuro
Davide:lascio solo il ragionamento
Bri:ah
Bri:ok
Davide:furbo eh?
Bri:sisis
Bri:allora nn vedo
Bri:l'ora
Bri:di leggere
Bri:il pluzio
Bri:ihihi
Davide:lo comincio a scrivere ora
Davide:domani credo lo trovi
Bri:ok
Bri:vado
Bri:domani
Bri:grazie
Bri:per la tua pazienza
Davide:grazie a te...

...e ci conosciamo da vent'anni.

lunedì 5 maggio 2008

Yogurt e polpette

  • Una soupe d'oignons
  • Un ippopotamo
  • Un tappeto per giocare con le macchinine
  • Eketragatan!
  • Lenzuola IKEA modello Alcatraz
  • Utan lök
  • À deux mains
  • Boskap och tegelsten
  • Una bici da uomo (ma con il cestino)
  • Le aringhe
  • Mmm. Ah. Mm. Ah, precis. Absolut.
  • Una poltrona rossa
  • Le montagne russe
  • Innebandy
  • Una casa che è un cantiere
  • Fischer di dieci centimetri
  • La neve
  • Aerei

Io non sono le mie cose.

  • Un casco
  • Dei pennelli e dei colori mai usati
  • Una conversazione in svedese
  • Dei gamberi
  • Una pedalata rabbiosa
  • Un rifugio
  • Una poltrona rossa
  • Una passeggiata notturna
  • Il caffè
  • Un uovo di Pasqua
  • Un tressette a perdere
  • Una torre di Babele
  • Una persona a cui mostrare tutto questo
  • Altri aerei

Io sono il mio passato.

  • Il fondo di una tazza
  • Voglia di andare via
  • Un abbraccio forte
  • Una Leffe bionda
  • Una bagnacauda
  • Un documento LaTeX
  • Una polo a strisce
  • Un vino italiano
  • Una chitarra
  • Una teiera
  • Un dubbio
  • Una telefonata
  • Scatoloni
  • Valigie
  • Un mercato delle pulci
  • Una casa che sembra un cantiere
  • Una poltrona rossa che se ne va

Ma perché mi fa male?

  • Yogurt e polpette

Non c'è da stupirsi se la valigia pesava troppo.

martedì 29 aprile 2008

Il viaggyø

Ultimi giorni di Scandinavia, bisogna approfittarne. Si sale su un roboante pulmino, ci si fanno quattro ore di curve su un'autostrada dalla progettazione chiaramente ispirata alla Salerno-Reggio Calabria per giungere infine in quel di Oslo, un tranquillo paesino che conta poco più di cinquecentomila abitanti. Per fortuna il viaggio passa in fretta grazie ai fantastici gingilli disponibili a bordo del pulmino. Ad esempio, questo grazioso oggettino

permette di SPARARE FULMINI a piacimento, come illustrato chiaramente dall'etichetta sottostante.

Curiosità: gli svedesi chiamano Oslo "uslu". Gli autoctoni la chiamano "ushlu". Per un integralista dell'ortografia come me, una gita a Uslu produce pressappoco la stessa sensazione di una nottata insonne in preda alle zanzare. Ogni cartello è perfettamente intelligibile ma inevitabilmente sgrammaticato. Un tormento continuo. È un po' come se, invece di scrivere in italiano corretto, imprøvisämenntee cømincyasi å skriverre in qveste mannyera øbshena.

Sarà da questo che Caterina ha improvvisamente preso ispirazione.

Caterina: ...perché la Apple ha fatto questo nuovo Mac sottilissimo e leggerissimo.
Davide: Ah sì?
Caterina: Si chiama Ultra Slim, o qualcosa del genere.
Davide: E com'è fatto?
Caterina: Pare che sia comodissimo, perché l'idea alla base è che non devi rinunciare per forza a una pastiera normale...
Davide: ...e al casatiello USB.

La segnaletica, però, è impeccabile.

Tra l'altro la città è piena di statue. Alcune sono inquietanti, ma interessanti.

Le altre mi sono piaciute di meno. Ecco la mia pallina rimbalzina che manifesta il suo dissenso verso una cosiddetta scultura di Richard Serra.

Siamo anche andati a visitare il nuovo teatro dell'opera!

Bello proprio. Una gran figata, sembra un iceberg appollaiato al centro del porto. Tutto marmo di Carrara, eh. Linee pulite, Scandinavian style. Bello proprio. Bello. Sì. Eh sì. Se le meritava proprio, le foto che abbiamo fatto. Ehm. Tutte e novantaquattro.

La noia genera intenzioni pericolose.

Ma per fortuna c'è sempre come intrattenersi.

Reception: Receptyøn, comme pøso åiuttarla?
Davide: Buongiorno, chiamo dalla stanza trecentotredici.
Reception: Sì, my dicca, sinyøre.
Davide: Guardi, io avrei finito.
Reception: Ma brävvo, sinyore! Tuta nell vasinø?
Davide: Sì, sì, tutta tutta!
Reception: Älora sälgo subhyto, sinyøre.
Davide: Faccia pure con comodo.

sabato 22 marzo 2008

martedì 11 marzo 2008

In osteria

I nostri amici si intrattengono con allegri stornelli.

sabato 16 febbraio 2008

L'asino di Buridano

Nicla: sei andato in germania?

Nicla ti ha inviato un trillo

Davide:
Davide: stai calma
Davide: sto facendo 5 cose contemporaneamente
Nicla: ah ok
Nicla: scusa
Davide: sono tornato ieri
Davide: e non mi ha affatto entusiasmato
Nicla: perchè?
Davide: lavoro palloso
Davide: pensa che mi vogliono far diventare uno sperimentale
Nicla: e a te nn piace?
Davide: preferirei un dito in un occhio.

lunedì 11 febbraio 2008

Odessa pasta!

Il dottorato si avvicina. E che fa il vostro scinziato preferito nei fine settimana? Crea una Teoria di Grande Unificazione? Scuote le fondamenta della meccanica quantistica (e sarebbe anche ora)? Confuta il principio di Pauli? Esibisce superconduttività a temperatura ambiente? Pubblica articoli rivoluzionari? Gioca a Quake 4 sul suo nuovo computer quantistico? Arringa le folle? Prepara risposte brillanti a domande capziose? Si accultura? Lavora? Legge? Rilegge (la tesi, magari)? Scrive? Studia? Si candida con Forza Italia?

Neanche per idea.

Fa le lasagne.


Ed eccolo qui in compagnia di una graziosa contadinotta ucraina. Voi non lo sapete, ma a Kiev, la lasagna, come si dice in svedese, scassa.

Vi domandate cosa c'entrino le lasagne con la fisica nucleare? Aggiornatevi.

lunedì 17 dicembre 2007

Venghino signori, venghino!

Nel caso aveste intenzione di venire in Svezia per la festa di chi sapete voi, sappiate che forse (FORSE (FOR-ZE)) c'è la possibilità di spendere soli cinquanta euri (everi (everest (€))) per il volo di andata; per il ritorno ve la dovete piangere voi (ma qui ci arriva la Ryanair, per esempio). La storia di questo biglietto a prezzo stracciato è un po' lunga, ma c'entrano un rincoglionito (io), due aeroporti e Diego Scilla.

Se vi interessa, fatevi vivi entro e non oltre il 25 dicembre (Natracchio).

mercoledì 14 novembre 2007

Great expectations

Su gentile richiesta e concessione di Diego Scilla.


Venerdì mattina, ore 7:00. Diego e Vedrana vivono pigramente la transizione dal sonno alla veglia, conversando distrattamente.

D (excited): Know what? I'm really happy that you're going to meet Davide.
V (a little less excited): Ahha.
D: I'm sure you'll like him. He's smart. And he will most definitely like you. I mean, you're smart as well.
V: Ahha.
D: I honestly think that we will have fun. We will go out, you know, visit some places, stuff.
V: Mmm.
D: Did you know? He will bring the Playstation. So we will play that football game, remember?
V: Ahha.
D: Great...
V: ...

D sospira.

V: Well... how do I exactly fit in this plan?
D: ...
V: Oh bože! I DON'T!!!

sabato 6 ottobre 2007

La venuta del Maestro

La settimana scorsa mi è venuto a trovare uno dei miei amici più cari e più vecchi, un amico d'infanzia. Non ne farò il nome per due motivi: uno, perché non approverebbe che lo si nomini invano, e due, perché non gli piacerebbe se sapesse (se saprebbesse...) che il suo nome compare su Internet, per di più in un pluzio. Mi limiterò pertanto a riferirmi a lui con le sue iniziali OP; a chi lo conosce dovrebbe bastare senz'altro.

Dovete sapere che OP è un tipo un po' distratto e che questo dà spesso luogo al verificarsi di numerose gag. Se lo conoscete, sapete benissimo che ciò che ho appena scritto in realtà non è altro che un delicato eufemismo per descrivere la sua completa mancanza di concentrazione. È venuto qui per cinque giorni e si è portato due borsoni, uno grande e uno medio, più un borsello da passeggio che pesa circa tre chili e una borsetta rosa shocking — che però gli aveva dato mia mamma — ricolma di vettovaglie e regalini; e non ridete. Vabbè, molte donne qua non avranno neanche capito cosa ci sarebbe da ridere (battuta facile, perdonatemela).

In verità non ho capito cosa c'era in quelle borse, a parte uno-due paia di pantaloni, un maglione e l'accappatoio (...). Paia di scarpe non ce n'erano. Cappotti non ce n'erano. Sci non ce n'erano (credo). In compenso, OP si è portato un ombrello. "Bravo", direte voi. Già. Bravo. È vero che qui non è sempre utilissimo (io non lo uso mai) perché spesso tira vento forte, ma è senza dubbio ammirevole che lui ci abbia pensato, no? Ecco.

L'ombrello era rotto.

La fortuna, però, lo ha premiato con un magnifico ombrello seminuovo rosso e verde formato famiglia, evidentemente abbandonato in balia degli elementi in centro città da un cittadino distratto.

Come dicono gli inglesi, però, what goes around comes around. Nei cinque giorni trascorsi da OP a Göteborg, l'ombrellone rosso e verde è stato dimenticato tre volte: la prima volta a casa; la seconda in un bar; la terza, chissà.


Scena

Davide è in cucina a preparare la cena: farfalle panna e salmone. Delle cipolle soffriggono in una padella sul fornello; nel piatto di una bilancia si intravedono circa trecento grammi di farfalle crude.

All'apertura del sipario, Davide sminuzza il salmone con le mani. Pochi istanti dopo, allunga il collo per dare un'occhiata alla padella.

Davide (chiamando, ad alta voce): OP!
OP (entrando): Eccomi.
Davide: P, fammi un piacere, metti l'acqua nella pentola e accendi sotto, che io ho le mani sporche di salmone.
OP: Subito.

OP toglie la padella dal fuoco e la avvicina con fare risoluto al rubinetto.

Davide (a metà fra l'incredulità e il terrore): OP!!!


Infine: scambio di SMS tra me e OP all'indomani del suo ritorno a Napule.

OP: Ué, 'o Mancù, tutto a posto? Sei a lavoro? Io sto per tornarci ora. Mancù, ccà fa nu fetente (la parola originale era un po' più esplicita, NdR) 'e calore!

Davide: Sì, sono a lavoro. Ieri ha fatto 'o patapato 'e ll'acqua (violento acquazzone, NdR) e io ovviamente ero in bicicletta. A presto...

OP: ...e ovviamente stavi senza ombrello? A presto.

Davide: L'ombrello? In bicicletta? Non finirai mai di stupirmi.

giovedì 10 agosto 2006

Napoli chiama, Göteborg risponde

Come forse alcuni di voi già sapranno, in questi giorni ho ricevuto la piacevole visita del personaggio mitologico qui ritratto nel goliardico atto di pipparsi un volume imprecisato di elio.


I giorni della sua permanenza scandinava sono stati allietati da una successione di eventi ameni, dei quali le seguenti foto intendono recare testimonianza.

Questa si commenta da sola.

Che dire della prossima? Due bambini. Per la cronaca, alla fine ho perso.

Notare la differenza: la bimba sulla destra si arrampica come un gatto, mentre il poveraccio sulla sinistra, dall'aria stranamente familiare, dimostra tutto il suo attaccamento alla vita aggrappandosi con ogni fibra del suo corpo alla parete.

Insomma, avete capito? Qua si parea.

martedì 23 maggio 2006

A Nicla

Cara Nicla,

ecco la dedica che non ti sono riuscito a scrivere:

Stringi i pugni, guardati dentro, e facciamo insieme il resto della strada... più è lunga, più fa piacere avere compagnia!

E comunque io non ho messo lauree nel pedone del Trivial :-D

mercoledì 17 maggio 2006

Good times, bad times

È da un po' che non posto qualcosa... ma contrariamente alle voci che sono circolate, vi posso assicurare che sono ancora qui per voi. Smentisco ufficialmente che:

  1. sono rimasto vittima di un attacco di dissenteria fulminante;
  2. ho ricevuto l'incarico di Presidente del Consiglio;
  3. sono rimasto coinvolto nello scandalo Juve.
È solo successo che sto alquanto incasinato con la tesi che sto scrivendo e non ho più molto tempo per dedicarmi al blog. Qui a Napule, poi, se non sono a casa a scrivere sono in giro con qualcuno a perdere tempo... proprio come ieri sera.

Ieri sera si era tre amici al pub, tutti ferventi amanti della caro rock anni '70... la musica seria, insomma :-) Vi sottopongo un paio di estratti delle nostre conversazioni: cosa si dice quando la birra comincia a salire in testa; perdonate la scadente trascrizione delle parti in napoletano... si fa quel che si può.

Io - Palumbo, ma tu che ne pensi di questo filo conduttore: Dante, Beethoven, Ritchie Blackmore?
Palumbo - Ma non lo so... Dante è troppo gruosso!
Lucio - Cchiù gruosso 'e Maradona?!?
[...]
Io - Uà, guagliù, ma noi dovevamo nascere trent'anni prima!
Lucio - Sì, avere diciott'anni nel '68!
Palumbo - Pensate se ci conoscevamo nel '70.
Lucio - Saremmo morti di eroina nell'81.

martedì 2 maggio 2006

Cena sociale

Primo maggio, festa del lavoro. Gli italiani di Svezia, in collaborazione con gli svedesi d'Italia, organizzano una gigantesca cena per celebrare:

  1. il lavoro;
  2. la festa del lavoro;
  3. il diritto allo sciopero;
  4. l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, ma soprattutto:
  5. la lasagna fatta a mano di Francesco.
Ci si incontra a ora di pranzo dal buon Kåre, il quale mette irresponsabilmente a disposizione la casa per il festino. Gli animi sono ovviamente eccitati, come si capisce subito dai giuochi innocenti a cui i ragazzotti si dedicano. Ecco Francesco che invita l'ignaro Kåre a partecipare.



Purtroppo al buon Kåre il giuoco non è piaciuto troppo. Nascono disquisizioni dotte sulla preparazione di lasagna, béchamel, sugo alla bolognese (il sugo bollonneise è sbagliato... citazione per i più colti)...


Pare che tanta discussione dia i suoi frutti, perché alla fine la lasagna esce SPETTACOLARE. La migliore lasagna della mia vita. Nel frattempo l'ilare sguattero Leonardo si dedica alla preparazione della sua rinomata zuppa inglese.



La gente comincia ad arrivare, ed anche se c'è peluria di mezzi (forchette, coltelli, piatti, sedie, tavolini...) e magna copia di esofagi, in un modo o nell'altro tutti riescono a mangiare in maniera più o meno civile; per di più, un miracolo della ridistribuzione delle risorse (leggi: puro culo) fa sì che tutti si sazino ma che non avanzi quasi niente. Foto di gruppo fatta durante il secondo:



E il vostro ometto preferito, dov'è? Eccolo qui. Non si smentisce mai.



Fauci spalancate e puparuolo 'mbuttunato in bocca. Alla prossima...

Cortège 2006

Alcuni di voi ne avranno probabilmente sentito parlare... il 30 aprile di ogni anno, in Svezia è festa grande. Ma grande GRANDE. Secondo i giornali, nella notte tra il 30 aprile e il primo maggio un giovane su tre si è ubriacato pesantemente. E cosa si celebra di tanto importante? Beh, si celebra l'arrivo della primavera... e fate poco gli spiritosi sul fatto che la primavera in Svezia arriva il primo maggio perché qua si va ancora in bici con i guanti :-)

Contestualmente alla grande festa, gli studenti di Chalmers (l'università dove studio io) organizzano una lepida parata: il Cortège, con carri, banda, majorette, ricchi premi e cotillons. Ecco a voi alcune delle foto più significative della parata, che quest'anno (per inciso) si è svolta sotto un'allegra pioggia battente, per la gioia degli spettatori (tipo me) nonché dei poveri personaggini che sono stati costretti a fare le stesse scenette sui carri per tre ore di fila.



L'ometto a sinistra lo conoscete... quello a destra è Francesco, studente Erasmus pugliese in trasferta scandinava. Notare i cappucci causa pioggia di cui sopra.



È chiaro che vi fornisco solo gli highlights; la mega-stone del curling mi sembrava appropriata. Vi segnalo due particolari notevoli: i tizi sulla destra con le mega scope, e la scarpa da ginnastica che si intravede sotto il veicolo infernale :-D



Questa era veramente carina. Il sudoku per gli studenti di lettere :-D

Beh, questo è tutto. A presto per un nuovo post fotografico sulla maxi-cena che abbiamo organizzato oggi (lunedì) pomeriggio...