Era ora che i miei elettrodomestici si adeguassero.
mercoledì 22 aprile 2009
domenica 25 gennaio 2009
I love this game
Ricordo distintamente che a sedici-diciassette anni ero una macchina da rimbalzi. A quei tempi avevo un fisico asciutto, ero aitante e nerboruto e correvo la maratona in 3:01:55 (ore:minuti:secondi). Occhei, in attacco sono sempre stato una pippa, ma almeno a quei tempi sovrastavo la maggior parte dei miei avversari sotto canestro grazie ai centimetri (dieci più della media), grazie a un eccellente taglia-fuori, ma soprattutto grazie alla tempesta ormonale dell'adolescenza, alla quale ho sempre negato (mio malgrado) sfoghi più consoni di un pallone, un canestro e tante gomitate.
Ecco una foto tratta dal mio album di famiglia, scattata l'anno in cui rifiutai la convocazione all'All-Star game perché avevo l'esame di maturità.
(Sì, ho notato anch'io che la freccia è vagamente falloidale.)
Oggi, all'età di venticinq *ahem* ventotto anni, ho una panzella da ragioniere, ho quasi tutte le dita storte, mi è calata la vista, mi si sono appannati i riflessi e corro (correrei) la maratona in 3:01:55 (giorni:ore:minuti); in più, i giovinastri di oggi sono alti quanto me (ma cosa mangiano questi maledetti?), hanno imparato il taglia-fuori e, soprattutto, sono nel pieno della loro tempesta ormonale, mentre la mia è bella che andata da un pezzo (per fortuna).
Il problema principale, tuttavia, è che con il riequilibrio del sistema endocrino e la diminuzione di testosterone mi è venuta meno l'aggressività. Siamo d'accordo che è un gioco, l'importante è partecipare, basta che ci divertiamo bla bla bla, però siamo anche d'accordo che presentarsi al campetto con la borsa da palestra in spalla e Il secondo sesso in tasca non è proprio classificabile come un atteggiamento intimidatorio. Faccio sempre molta attenzione a nascondere il libro ma mi sa che gli altri si sono accorti comunque che qualcosa non va.
Ecco una lista di pensieri (veri) che mi sono trovato a fare durante l'ultima partita.
- Uh, meno male che non ho intercettato quel passaggio. Avrei potuto farmi male.
- Cazzo, ho sbagliato un tiro da 30 cm. Vabbè, però conosco la geometria differenziale1.
- Cazzo, ho passato la palla a uno dell'altra squadra e i miei compagni mi vogliono trucidare. Vabbè, faccio finta di zoppicare.
- BAM. Che stoppata che mi ha fatto questo tizio... vorrei sprofondare ma non gli posso dare questa soddisfazione. Vabbè, faccio la parte del tipo superiore che sa che una stoppata è parte del gioco.
- Cazzo, quel rimbalzo dovevo afferrarlo a due mani e invece l'ho mandato fuori. Vabbè, metto in bella mostra il cerotto sul mignolo e do ad intendere che la sinistra è infortunata.
Ma perché continuo a giocare, allora? Beh, ho un sogno. Vorrei provare, anche per una sola volta, l'ebbrezza di schiacciare il pallone nel canestro. (Dall'alto.) Il basket per me è un po' come l'Universo per i cattolici: bisogna sopportarlo perché forse, un giorno lontano, ne sarà valsa la pena. La differenza è che loro, se pure avessero ragione, non lo potranno raccontare a nessuno; io mi farò sbattere in prima pagina col titolo Giovane squilibrato ripescato nudo dalla Mosa.
1 In realtà la storia ha già dimostrato che è perfettamente possibile conciliare virilità e studi superiori. ^
giovedì 4 settembre 2008
Suspense!
Sì, d'accordo, ho il fisico a busta di latte e non riesco a chinarmi fino a terra. Ah, sì, senza occhiali vado a sbattere contro i lampioni. E mi faccio aprire le bottiglie d'acqua dalla mia ragazza. Il mio nome è sempre separato da un numero dispari di negazioni dai seguenti aggettivi:
- macho
- pompato
- appetitoso
- tornito
- virile
- muscoloso
- prestante
- vigoroso
- sodo
- succoso
Insomma, se ci fosse ancora da andare a caccia di mammut mi sarei già estinto da tempo. In compenso, almeno, ho un'ottima scusa per tutto ciò: ho un Ph.D. in fisica nucleare. Non ci si può mica aspettare che uno che ha dedicato tutta la sua maggiore età all'onanismo cerebrale possa aver compiuto attività fisiche più impegnative della cancellazione di una lavagna! Anzi, è anche lecito aspettarsi un po' di fiatone a lavagna pulita. Giusto? Eh. È quel che dico anch'io.
Ma.
Fino all'avvento dell'oracolo di Delfi del terzo millennio, l'unica fonte attendibile di notizie improbabili era il rinomato "Forse non tutti sanno che..." della Settimana Enigmatica, tuttora insuperato in quelle situazioni in cui l'accesso al vuvvuvvù è compromesso da occorrenze sfavorevoli, tipo in un batiscafo a tremila metri di profondità, in un hammam, sulle montagne russe o in chiesa. (Sulla chiesa ho qualche dubbio.) Appunto in una di tali situazioni mi trovavo quando ho letto il seguente trafiletto.
Il filosofo Platone prese parte come concorrente ai giochi Olimpici, vincendo due volte nel pancrazio, la gara che comprendeva lotta e pugilato.
La mia scusa preferita rischia di andare a farsi benedire. Platone? Due volte campione di pancrazio? Non è possibile.
Sapreste dire come può essere spiegato questo fatto?
SAPPIATE CHE:
- Platone è quello del mondo delle idee, quello dell'iperuranio, quello dell'aristocrazia, quello palloso, insomma. Nonostante ciò, la tecnica segreta di Platone non consisteva nell'addormentare gli avversari mettendo in scena da solo i suoi dialoghi e facendo le parti dei vari personaggi cambiando la voce.
- Nonostante il nome, il pancrazio era uno sport cruento e cattivissimo. Lotta e pugilato? Sticazzi. Leggete qua. Torsione delle dita, morsi sugli alluci, ginocchiate nei coglioni, dita negli occhi e canzoni dei Tiromancino. Roba da far rabbrividire Chuck Norris.
- Quando Platone ha vinto, il pancrazio non era mica disciplina dimostrativa! Altro che bocce, biliardino e tressette a perdere: alle Olimpiadi c'erano i migliori atleti del mondo (greco), energumeni vagamente somiglianti a Raul di Ken il guerriero, alti sei metri, larghi altrettanto e, soprattutto, ignudi come vermi. Platone li afferrava per le palle e strizzava come una lavandaia.
- Il nome "Platone", in greco "Πλάτων", si ricollega alla radice sanscrita bla, "ridurre ossa altrui in tanti pezzettini piccini".
- A seguito delle sue gloriose vittorie, Platone fu nominato portabandiera della squadra di Atene. La cosa più interessante è che non ha mai avuto bisogno dell'asta.
- Il signor Brando ha la patente da diversi anni ed è un guidatore abile e corretto.
Insomma?
Insomma, insomma... insomma Platone era il tipo che mangiava i fichi d'India con la buccia.
Con buona pace della mia scusa preferita.
L'immagine di Platone col fisicaccio è basata sulla rielaborazione di una foto di Rev. Voodoo.
mercoledì 18 giugno 2008
La cena degli avanzi
Nella miglior tradizione della cucina degli avanzi, questa sera vi propino un'ammescafrancesca di foto che non sono riuscito a infilare nelle rispettive gibelle di pertinenza e che mi sono rimaste sul groppone. Meglio che le pubblico, se no poi scadono e le devo buttare.
Il sogno di ogni studente di Fisica I.
Se questa foto vi fa pensare a un ramo di iperbole, non preoccupatevi, è normale.
Se non vi fa pensare a un ramo di iperbole, non preoccupatevi, è più normale.
Parigi, una città kafkiana.
Le dieci differenze.
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La stazione di Liegi, un'opera di Santiago Calatrava. E com'è? Bella?
Roma, via dell'Umiltà, 36.
Anche Roma è una città kafkiana.
E per finire, il dessert.
martedì 13 maggio 2008
martedì 29 aprile 2008
Il viaggyø
Ultimi giorni di Scandinavia, bisogna approfittarne. Si sale su un roboante pulmino, ci si fanno quattro ore di curve su un'autostrada dalla progettazione chiaramente ispirata alla Salerno-Reggio Calabria per giungere infine in quel di Oslo, un tranquillo paesino che conta poco più di cinquecentomila abitanti. Per fortuna il viaggio passa in fretta grazie ai fantastici gingilli disponibili a bordo del pulmino. Ad esempio, questo grazioso oggettino
permette di SPARARE FULMINI a piacimento, come illustrato chiaramente dall'etichetta sottostante.
Curiosità: gli svedesi chiamano Oslo "uslu". Gli autoctoni la chiamano "ushlu". Per un integralista dell'ortografia come me, una gita a Uslu produce pressappoco la stessa sensazione di una nottata insonne in preda alle zanzare. Ogni cartello è perfettamente intelligibile ma inevitabilmente sgrammaticato. Un tormento continuo. È un po' come se, invece di scrivere in italiano corretto, imprøvisämenntee cømincyasi å skriverre in qveste mannyera øbshena.
Sarà da questo che Caterina ha improvvisamente preso ispirazione.
Caterina: ...perché la Apple ha fatto questo nuovo Mac sottilissimo e leggerissimo.
Davide: Ah sì?
Caterina: Si chiama Ultra Slim, o qualcosa del genere.
Davide: E com'è fatto?
Caterina: Pare che sia comodissimo, perché l'idea alla base è che non devi rinunciare per forza a una pastiera normale...
Davide: ...e al casatiello USB.
La segnaletica, però, è impeccabile.
Tra l'altro la città è piena di statue. Alcune sono inquietanti, ma interessanti.
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Le altre mi sono piaciute di meno. Ecco la mia pallina rimbalzina che manifesta il suo dissenso verso una cosiddetta scultura di Richard Serra.
Siamo anche andati a visitare il nuovo teatro dell'opera!
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Bello proprio. Una gran figata, sembra un iceberg appollaiato al centro del porto. Tutto marmo di Carrara, eh. Linee pulite, Scandinavian style. Bello proprio. Bello. Sì. Eh sì. Se le meritava proprio, le foto che abbiamo fatto. Ehm. Tutte e novantaquattro.

La noia genera intenzioni pericolose.
Ma per fortuna c'è sempre come intrattenersi.
Reception: Receptyøn, comme pøso åiuttarla?
Davide: Buongiorno, chiamo dalla stanza trecentotredici.
Reception: Sì, my dicca, sinyøre.
Davide: Guardi, io avrei finito.
Reception: Ma brävvo, sinyore! Tuta nell vasinø?
Davide: Sì, sì, tutta tutta!
Reception: Älora sälgo subhyto, sinyøre.
Davide: Faccia pure con comodo.
sabato 26 aprile 2008
sabato 29 marzo 2008
sabato 22 marzo 2008
martedì 11 marzo 2008
lunedì 11 febbraio 2008
Odessa pasta!
Il dottorato si avvicina. E che fa il vostro scinziato preferito nei fine settimana? Crea una Teoria di Grande Unificazione? Scuote le fondamenta della meccanica quantistica (e sarebbe anche ora)? Confuta il principio di Pauli? Esibisce superconduttività a temperatura ambiente? Pubblica articoli rivoluzionari? Gioca a Quake 4 sul suo nuovo computer quantistico? Arringa le folle? Prepara risposte brillanti a domande capziose? Si accultura? Lavora? Legge? Rilegge (la tesi, magari)? Scrive? Studia? Si candida con Forza Italia?
Neanche per idea.
Ed eccolo qui in compagnia di una graziosa contadinotta ucraina. Voi non lo sapete, ma a Kiev, la lasagna, come si dice in svedese, scassa.
Vi domandate cosa c'entrino le lasagne con la fisica nucleare? Aggiornatevi.
martedì 18 settembre 2007
Vorrei scrivere "verba volant, scripta manent" in greco, ma non so come si dice
Non ho saputo resistere. Eccomi di nuovo a gibellare sui cartelli. Questa volta tocca a quelli ellenici, cosa che potrà sorprendere alcuni visto il mio fresco ritorno dalla Gallia. Ma tant'è.
Introduzione: chi è stato in Grecia (oppure, se è per questo, in qualunque paese dove si parli un idioma semi-incomprensibile) sa benissimo quanto è facile inzamarsi con i toponimi.
Mi spiego: lo scopo del gioco è evitare imbarazzanti e fin troppo note scenette sullo stile noio vulevon savuar (che ve lo dico a fare) e, allo stesso tempo, riuscire a trasportare la propria gentile persona nel luogo designato; tuttavia, per pronunciare il nome dell'anus mundi di turno è tipicamente necessario slogarsi lingua e mandibola in un insensato contorto cancan di consonanti cacuminali la cui osticità ben eccede le capacità medie dell'uomo della strada. Quest'ultimo ricorre pertanto ad alcuni ingegnosi stratagemmi ("ingegnoso stratagemma" è un luogo comune dei più beceri e il suo utilizzo guasta la qualità della mia prosa; ciò mi addolora) per mandare a mente il toponimo, il più comune dei quali è il pezzotto linguistico. Ed ecco, allora, che Falàssarna (Φαλάσαρνα) diventa Falassàrna, Elafonìssi (Ελαφονήσι) diventa Efalonìssi, Kàmpos (Κάμπος) diventa Kòmbos.
Ma soprattutto, Sfinàri (Σφινάρι) diventa Sfintere. Potete dunque immaginare la mia gioia quando numerose curve ci hanno finalmente condotti a
Vediamo ora come il popolo greco si industri per attirare l'ignaro turista (ahimè, altro luogo comune).
- Garantendo alloggi di qualità (Rooms Marò):

- Promettendo facili coiti:

- Preparando pietanze succulente:

- Non badando a spese:
...il tutto sempre e comunque σιγά σιγά,
come ci illustra gentilmente la nostra modella:
Ehm. Lo so, questa foto è il cesso. Però vi assicuro che normalmente è molto più bella:
(lei è quella a destra).







































